Bologna, proprio per la sua ridotta dimensione, in cui convivono periferie moderne e centri urbani medievali, è un territorio chiave per generare un confronto fra le parti e per una giusta integrazione della street art, a cui non possiamo rinunciare. Integrazione che matura sia nella necessaria rinuncia all'imbrattamento dei centri storici, sia tramite un concreto sostegno ed una crescente  attenzione nei riguardi dell'intero movimento, da parte delle istituzioni. Queste hanno fondamentalmente male interpretato un vero e proprio fenomeno di valorizzazione artistica dei muri pubblici che, a dispetto delle cieche politiche repressive del comune, i migliori writers del paese attuano sul nostro territorio da decenni. La battaglia al vandalismo, fenomeno soprattutto adolescenziale, rischia di risultare nociva per il fenomeno dei graffiti che, al contrario, è un processo assolutamente positivo e rivoluzionario che si è sviluppato in tutte le metropoli europee dove gli è stato concesso di evolversi, considerando che si tratta un' arte che si finanzia esclusivamente da sola, attuando un materiale miglioramento di zone pubbliche urbanizzate nel disagio di una ancor diffusa illegalità. Non serve eccessivo buonsenso per capire che urbanizzazione e street art procedono di pari passo, e che la prima viene continuamente rinvigorita e ripensata artisticamente dalla seconda, che solo grazie alla bruttezza grezza della tela può cimentarsi e sperimentare i propri limiti. Rendendo visibilmente più affascinante un luogo altrimenti spoglio.

 

I writer di livello, in realtà, provano un profondo rispetto per il muro, il treno o la superficie  prescelta. Solitamente instaurano profonde relazioni con il contesto sociale in cui operano. Anzi, a volte sono più sensibili delle stesse amministrazioni pubbliche rispetto alle necessità estetiche ed urbane della cittadinanza. É il caso di Berlino e di Blu, che recentemente ha cancellato, con una drammatica colata nera di vernice, due opere entrate nella storia della street art della capitale tedesca, risalenti ad una sua collaborazione del 2007. Quest'autodistruzione è stata riportata dall' artista sul suo sito con un breve commento in cui fa esplicitamente riferimento il piano edilizio previsto per il quartiere di Kreuzberg, che ospitava le due opere. “We felt it was time to erase both walls” è la frase che conclude il breve post. Era venuto il momento di cancellare il proprio operato, come formale protesta contro l'iper-urbanizzazione del quartiere popolare berlinese, che inevitabilmente sradicherà il contesto sociale in cui l'opera era stata concepita e realizzata. Tempo di cancellare.

 

Ma cancellare che cosa? Materialmente, una volta terminata l'opera, l'artista consapevole deve avere la sensazione di aver regalato,o imposto, a tutti coloro che noteranno il suo muro, un'immagine da lui generata per quella precisa porzione di città e di cittadinanza. La street art è, in sintesi, una pratica che permette di riconcepire uno spazio pubblico radicalmente, nella misura in cui lo si sottopone al tratto di una mano armata di vernice. La pratica di un mediocre imbrattatore di muri risulta dannosa. Ma l'altra faccia della medaglia è che il talento, in questo caso, risulta un potenziale artistico enorme  nella valorizzazione della massiccia urbanizzazione moderna. Urbanizzazione alla quale i writers materialmente partecipano, come controparte civile dell'opera pubblica. E della quale si sentono responsabili, tanto da ritirare formalmente la propria partecipazione se lo ritengono necessario, come nel caso citato, cancellando la propria creazione.

 

Blu è un esempio importante, specialmente perchè proprio a Bologna ha le sue radici e ha sperimentato i cambiamenti più radicali del suo stile, testimoniando che la dimensione della nostra città non solo può ospitare un movimento consapevole di street art, ma necessità di una nuova ed attiva campagna di writing, dalle forme più tradizionali dello spray e quelle più sperimentali. Ma anche perchè fa parte di una scuola internazionale di altissimo livello. Si tratta di artisti che avvertono il peso e la responsablità del loro gesto, coscienti che la dignità del loro movimento artistico è strettamente legata al rapporto che instaurano con il territorio in cui operano. Ponendo esplicitamente l'opera nella dimensione più ampia del contesto che lo circonda, quest'ultimo risulterà radicalmente trasformato. Ed è proprio questo l'intento positivo, rivoluzionario ed assolutamente originale della street art, che concepisce se stessa non come un'Opera  individualista, puramente introspettiva,  ma come una ricerca universale del Bello, un tentativo di generare un'opera d'arte dalla banalità, altrimenti sterile.  Il culmine dell'impeto artistico di un writer è rivolto al pubblico di un contesto ampio e casuale, come quello di un ponte che attraversiamo ogni giorno o di una piazza in cui la cittadinanza si ritrova abitualmente, non è racchiuso in un museo. E quindi  non è tanto l'abilità di esecuzione, che certamente è caratteristica a suo modo, ma l'equilibrio instaurato con il luogo in cui l'autore decide coscientemente di esprimersi a dare un particolare valore sociale alla sua opera. Blu, a suo modo, è un'eccellenza italiana cosciente e consapevole dell'impatto del proprio lavoro, che testimonia e protegge il vincolo fra graffiti e contesto urbano, a 16 anni dalla sua comparsa sui muri del mondo.

 

 Dunque è solo questione di tempo perchè non si può più negare l'influenza ed il valore dei graffiti e dei  loro artefici, poiché costoro sono evidentemente in grado di valorizzare enormemente un bene pubblico la cui tutela rientra nel più ampio diritto fondamentale dell'uomo a circondarsi del Bello. La sitauzione a Bologna non è affatto male. Per esempio, nel quartiere San Donato, l'artista Dado ha dipinto sulla superficie di un palazzo molto grande, legalmente, grazie all'accordo con la municipalità del Quartiere San Donato. E non possiamo negare che vi sia una dose sufficiente di consapevolezza dietro a questo movimento, tanto da rendere totalmente ingiustificata ogni politica repressiva ed ogni associazione con il vandalismo fino ad oggi perpetuata. Vandalismo e writing sono nella stessa relazione in cui si trovano assassino e poliziotto, entrambi armati con fini radicalmente opposti. Ogni altro approccio che neghi tale evidenza è da considerarsi fondato su una generica ignoranza del writing e della sua storia. 

Bologna is an important territory to generate a debate between the two parts of the modern countrysides and the medieval urban centre, and how street art relates to them.

The presence of street art involves the reduction of vandalism and, parallely, an important development of the social movement, which is happening right under the eyes of the municipal institutions. Since a long time, these same institutions have been misconcepting a true and breathing artistic valorization process, which still is keeping up even if the risks are high and even if there are no money gains.

The fight against vandalism may result in a penalization of graffiti, a totally positive and revolutionary process which was able to develop itself in cities which allowed its growth. It's an self-economically fed process which brings an improvement to urban areas. You don't need to be excessively smart to understand that street art and urbanization go among themselves. The first element is continuously re-shaping the second one, explicitly making it more fascinating and interesting.

 

To be analytic, true writers really respect the wall, the train or whatever surface they are writing on. They usually set up a strong emotional link with the urban contest where they operate. Most of times, they are much more sensible than the municipality, which should truly taking care about the esthetics of the place. This is the case about Berlin and BluThe world-famous artist has recently destroyed two of his most famous paintings in the teutonic city, using a dramatically black paint to cover the drawings. The two pieces were realized in 2007. This self-destruction has been reported by the artist itself on the internet, saying that because of a new re-designing of the urban area of Kreuzbergwhich was hosting the two pieces, he didn't feel like they were akin to stay there. "We felt like it was time to erase both walls" is the sentence which concludes the post. It was a formal protest agains the hyper-urbanization which is taking place in the popular areas. Time to erase.

 

Erase what? Materially, when an artist paints on a wall, he is conscious that everybody who will pass through that place will see his wall. An image generated by him. Street art is a process which radically rethinks public areas. The action of a vandal clearly results in something negative. Writers act as a civil counterpart of the public developing process, they participate in it, being responsible up to the point that they can formally destroy their previous work, if they think it's necessary.

 

Blu is an important example, because of his origins and because in Bologna he tried different techniques which radically influenced his style, demonstrating that our city literally needs and seeks for conscious innovation, culturally based. It should range from the most traditional sprays to the aerosols, to the most recent ones. We are talking about artists who really feel the consequences of their acts, they know about their huge audience and how they are able to move the trends. They are aware of the dignity of their art and of how it's strongly related to the place where they operate.

 

The positive aim of Street Art is to allocate the piece in a wider dimension and context, radically transforming it.

It's not an individual benefit, it's not just about the reputation of the writer after completing the piece. It's much more social, people is influenced by it (usually positively), and the piece is usually converting the banality of a blank surface into something which everybody can enjoy, something esthetically beautiful which has a much deeper meaning than his esthetic can show.

The concept of graffiti and street art is open up to people's common areas like streets, bridges, buildings, trains, footpaths, street signals, etcetera. It's much more available on the streets than in private areas like museums or private collections. It's sometimes done in really crowded places where citizens get reunited, sometimes in areas forgotten by  God in the middle of nowhere, but still, the place where the writer decides to write is crucial. This particular value which is given to the opera is mostly given by the urban contest where the writer is painting. Of course, the quality and the detail of the graphic is important as well to judge the meaningfulness of one graffiti, but not as much as the urban location.
The most important statement is given by Blu itself. A truly respected writer who is painting since almost 17 years who is protecting the link between his art and the urban context where it used to be.

 

Finally, it's just a matter of time before that the municipality and the street art will finally get to a more defined and long-term agreement, allowing the Beautyto be more accessible to the people, in more spaces and over bigger surfaces. Nowadays, the situation is not that bad in Bologna. For example, in the neighbourhood of San Donato the artist Dado has been working over huge surfaces, thanks to an agreement with the municipality of Bologna. Thanks to these agreements, the whole urban citizenry is getting benefits from the artistic and truly awesome paintings of this guy. It's undeniable that there's a sufficient quantity of awareness behind this movement, enough to make every political and institutional repression unjustifiable, as well as the association with vandalism.

Vandalism and writing are in the same relationship as the killer and the policeman, both with guns but with totally opposed aims. Every approach which denies this evidence is to consider based on a generic ignorance about writing and its history.

 

 

Ha senso ripeterlo, la street art sa essere miracolosa. Anche per questo vivere in una città che ospita, con picchi di maestria ed abissi d'imbrattamento, una massiccia diffusione di questo fenomeno  pone i  cittadini nella condizione di dover riflettere sul suo vero significato, e sulle sue potenzialità. Che spesso vengono adombrate dal solito gioco politico ed elettorale delle tre carte.

 

It does make sense repeating it, street art can be miraculous. Because of this reason, the massive diffusion of this phenomenon, from high peaks of art to aborting stuff, places the citizen in front of the necessity about thinking of its true meaning and about its potentialities. Which often loose attention because of the three cards game, which involves politics.

 

 

Artistic euthanasy operated by Blu.

Kreuzberg, Berlin

Blu, Bologna e Berlino: la coscienza del writing d'eccellenza

 

/blu, bologna and berlin: self-consciousness influences writing as well

 

dado-San Donato, Bologna