Se le discipline che costituiscono l’hip hop sono cinque, il writing è quella che concretamente contiene meno elementi ricollegabili alla musica e al suono. Per la mia esperienza di osservatore, ho notato che sì, molti writer hanno in qualche modo a che fare con la musica (penso, esempio, a Lord Bean), ma il genere non è sempre l’hip hop, o comunque non solo quello. Fin dalla tua nascita artistica, com’è stato il tuo rapporto con la musica e, in particolare, con il rap?

 

Ho iniziato in un’epoca in cui il Writing e la cultura hip-hop erano strettamente legati, praticamente imprescindibili. Le persone che mi hanno introdotto nel mondo dei graffiti mi hanno allo stesso tempo insegnato molto anche sulla musica rap e la cultura hip-hop e black. Questo mi ha portato a seguire quel tipo di stile, tanto che ancora oggi sono appassionato delle quattro discipline, pur praticandone solo una.

 

 

Osman Abali in Papazoglu Han, near Rüstem Paşa Camii, in Spice Bazaar.

 

 

Galata Tower

 

 

Trici Venola a couple of years ago in Istanbul

with Ecra [SNC crew], Noek, Mosone, Dusty, Korone - Jesi 2010

Planc_art #01 with moe/Hanniballetters

 

Mi ricordo che quando ero più piccolo, per scoprire nuovi pezzi, un ottimo modo per essere aggiornati era controllare i Fotolog delle varie crew, per poi andare a cercare i pezzi e vederli dal vivo. In questo modo ho scoperto veri e propri angoli di vernice come via del Chiù, il ponte di San Donato, Lunetta. Non ho mai capito come i writer vivano il rapporto con la polizia postale, ma mi chiedo come abbiate vissuto il passaggio dalle Polaroid a Instagram. Cosa è cambiato, in bene e in male?

 

Bella domanda: l'approccio che consiglio a chiunque, essendo il nostro un “hobby” un pò particolare, è di stare attenti a cosa si rende pubblico e accessibile a tutti.
Purtroppo siamo in un’epoca in cui l’opinione pubblica è molto più accanita contro chi fa una scritta che contro chi commette dei veri e propri soprusi nei confronti delle persone.


Il cambiamento dal “writers bench” al writing sui social network ha sicuramente degli aspetti positivi, penso ad esempio alla facilità di reperire e diffondere materiale in tutto il mondo, nonché aspetti che lo sono meno. 

Crema 2015
Alfabeto
Granada 2009 with Kuervo
bum anniversary crash 2014

Oggi è troppo facile per chiunque far girare il proprio nome e le proprie cose: questo ogni tanto fa che si vedano in giro delle aberrazioni che quindici anni fa non ci saremmo nemmeno immaginati, oltre al fatto che ognuno può comodamente parlare di cose che non gli appartengono.

 

Ora sei stabilizzato a Bologna, ma ho letto in una precedente intervista su Groovisionary che sei originario del Molise. Oh, Bologna.Ne sono passati di writers da qui. Come tutti, quando hai approcciato gli spray, avrai avuto uno o più maestri che, uniti ai tuoi sforzi, ti hanno permesso di sviluppare lo stile col quale dipingi oggi.  Chi sono stati i tuoi maestri ispiratori? Come ti sembra la situazione del writing di oggi, rispetto a quando hai cominciato? Quali sono i gruppi con cui preferisci dipingere, se ce ne sono?

 

Quando sono arrivato a Bologna ero già “grande” ma dico sempre che la scena di questa Città mi ha fortemente influenzato anche quando non ne facevo parte e non potevo vederla da vicino. Nei primi anni in cui ho iniziato a seguire ‘sta roba c’era l’”Egemonia Zero Stress” (cit.). I miei maestri ispiratori, come dici tu, vengono anche da qui.


Il writing da 22 anni ad oggi è cambiato un bel pò, ma resta sempre una fonte di stimoli. Anche per la mia vita di tutti i giorni e per il mio modo di pensare e vedere le cose.

 

I gruppi con cui preferisco dipingere sono la ZSE e l’Xtreme Texture che sono le mie crew. In generale mi piace dipingere con altre persone, non sono uno che si pone limiti nelle collaborazioni, scelgo le persone con cui disegnare guardando cosa può uscirne fuori in termini di qualità ma molto più in  base a quanto mi prende bene starci insieme. Ecco perché esiste intorno a me una “crew che non ha nome” formata da Hokum e Apice, Erik, Moin e Fact, Ciufs & Rusty, e tanti altri…

 

Personalmente le tag le gradisco, ma ad alcune condizioni. Parlo di tratto fermo, rispetto per superficie sulla quale si scrive, e di originalità. Vedo gente che ha ricavato la sua tag scrivendo il loro nuovo nome su una striscia di un graffiti generator trovato su Google, andandone comunque decisamente fieri. Spesso comprano un marker, vanno a scarabocchiare il primo spazio vuoto, sbavano e realizzano “ma vez...sul foglio era più bello”. Come vedi la questione sulle tag?

 

La tag è alla base di tutto per chi dipinge. E chi ha studiato il suo handscript riesce ad ottenere dei veri e propri capolavori di calligrafia, innovativi e pieni di stile. Oggi il discorso è diventato più complicato, perché prima di studiare, qualcuno pretende di “andare in giro e spaccare tutto”. Senza qualità certa roba non ha molto senso.
Altra cosa che mi preme dire è che nessuno può pensare che un palazzo storico sia migliorato dall’opera di una mano che “scrive” da una manciata di mesi.

 

Siamo quasi giunti al termine. Hai qualche consiglio da dare a chi si sta affacciando alla disciplina del Writing?

Stu-dia-re.  : )

Oggi c’è un sacco di bel materiale da vedere in giro.
In alcuni casi il livello raggiunto dal writing è altissimo, chi comincia deve partire guardando quello, per poi provare a dire qualcosa di proprio.
 

Nel caso un nostro lettore volesse contattare MOE, che canali potrebbe usare?

 

Ho una pagina facebook, un tumblr, un profilo instagram, etc..
Cercate Hannibal Letters (anche tutto attaccato) e trovate foto, info e aggiornamenti.

 

Per concludere, un paio di domande per i profani: chi è Moe, cos'è il progetto Hanniballetters, qual è il fine sociale dei tuoi pezzi, se ce n'è uno?

Il progetto Hanniballetters nasce quando, nel 2008, ho deciso di fare un sito internet con la mia roba nuova dentro.
Trovare un dominio con la mia tag è impossibile. Allora ho deciso di darmi un aka ufficiale. Ovviamente l’ho scelto a tema con quello che faccio.
Siccome ancora oggi continua a convincermi, lo sto continuando ad usare, tanto che c’è più di uno che oramai mi chiama “Hannibal” : )

I miei pezzi non hanno un messaggio, né un fine sociale. Il mio obiettivo è scrivere il mio nome e innovare le mie lettere.  Se faccio qualcosa in cui voglio lanciare un messaggio non coinvolgo la mia tag, né lo faccio nell’ambito del mio percorso da writer, perché non credo che un “pezzo” possa avere in se quella funzione.

Moe Beysone 2014 Bologna

If the disciplines which form hip hop are four, writing is the one which concretely contains the smallest number of elements which can be linked to music. In my experience I noticed that many writers are involved into music (for example, Lord Bean). However, hip hop is not always the genre, or, at least, not the only one. Since you were artistically born, how did you interact with music and, more particularly, with rap?

 

 

When I started writing and hip hop were really close, almost the same thing. The people who introduced me to graffiti world at the same time taught me a lot about rap, hip hop and black culture. This process brought me to a certain style, at the point that today I follow all the four disciplines, even if I just practice one of them.

When I was younger I remember a good way to discover new Graffiti was checking crew's Fotolog, in order to look for them in the street. In this way I discovered true spray paradises, such as Via del Chiù, San Donato's bridge and Lunetta Gamberini. I never understood how writers deal with postal police, but I wonder how you lived the passage from Polaroid to Instagram. What did change, positives and negatives?

 

 

 

Nice question: since our hobby is quite particular, my suggestion is -pay attention to what you make public and accessible to everybody-.

Unluckly during these times public opinion is really focusing against those who write instead of focusing against people who disrespect and abuse other people.

 

The switch from writers bench to social network writing has some positives, for example the easiness in contacting and sharing stuff.

Today is too easy to share your name and your stuff, much easier than before the Social Network era. This is why sometimes we get in touch with deviant works, which we would have never seen few years ago. In addition to this, people is able to talk about stuff which is not under his jurisdiction.

 

Now you established in Bologna, but I recently read on Groovisionary that you originally come from Molise. Oh, Bologna! Lots of writers included Bologna in their ways. Just like everyone, I now you had one or more masters and models who inspired and helped you during your first approach to sprays. Who were they and how did they influence your style? What do you think about nowaday's situation, compared to the times when you started? Do you have any favourite groups you like to paint with?

 

When I came to Bologna I was already grown up, however I like saying this city strongly influenced me even when I wasn't part of it and I was not able to see it from a close distance. When I got introduced to this stuff, well that was the period of the Zero Stress Egemony. As you said, a couple of my masters and models come from here.

 

Writing has really changed during these 22 years, but still it's a continuous source for stimulations. It's influencing my routine, my way of seeing and interpreting reality.

 

The groups I prefer painting with are ZSE and Xtreme Texture, which are my crews. Generally I like painting with other people, I'm not the one who self-limitates himself about the collaborations. I choose people I paint with relying on quality parameters of course, but to me it's much more important to feel emotionally good with them. This is the reason why there's a no name crew around me composed by Hokum and ApiceErik, Moin and FactCiufs & Rusty and many more.

 

Personally I like tags, however there must be some rules. I'm talking about sharp lines, respect for the surface on which you are writing, originality. I see people tagging their brand new name originated by a graffiti generator found on Google. They are proud of their job as well. They buy a marker, they scribble the first empty space and they suddently realize "it looked way better on the paper". Which is your point of view about tags?

 

 

Tag is basic for those who paint. Those who studied their handscript are able to obtain calligraphy masterpieces, innovatives and full of style. Today this subject is much more complicated, some people preted to "break the world" without studying before. It's sure that, with no quality, it makes no sense at all.

Another thing I want to explicit is that nobody can assume an historical palace is esthetically improved by somebody whose hand practiced for a couple of months.

 

We are almost done. Do you have any hints to give to those who are opening up to Writing world?

 

Stu-dy. : )

Today we have a lot of interesting stuff to see around.

Sometimes writing level is extemely high, those who start should take this as a model and develop something personal.

 

Which channels can be used from our readers to contact MOE?

 

I've got a facebook fan page, tumblr, istagram, etc..

Look for Hannibal Letters (with no space as well) and you'll find pictures, information, news.

 

As a conclusion, a couple of questions for the newbies: who is Moe, what's Hanniballetters, which is the social aim of your art, if there's one.

 

 

Hanniballetters project was born in 2008 when I decided to create a website containing my new stuff.

It was not possible to find a domain with my tag. This is how I got my official a.k.a. Of course it's related to my area.

Since today it's still convincing me, I keep using it. Somebody is calling me "Hannibal" : )

 

My graffiti have no message or social aim. My target is writing my name and innovating my letters. If I'm doing something with which I want to throw a message I do it without involving my tag, even because I don't think graffiti can cover this argument.

I love Mazzini
Extreme Textures Junk Food wall with smoh norh xt crew Termoli 2013
San Donato Bologna 2014
Yesmoke Jam 2012 Torino
with Erik, Bologna 2010
Louder than a bomb, XM24 Bologna 2013
Yesmoke Jam 2012 Torino
Giacca realizzata per Makkia e Bargeman (Arena051)
Monochrome Jam
Moe, Lonar [KBS], Twik [DFE-Bandits] Düren (GER) 2013
Bologna 2011

Moe/hanniballetters

 

Bio

 

Originary from South of Italy,MOE approaches graffiti in 1992, getting in touch with it through Pescara's background and surrounding areas. For several years he is based in that area, even if he is painting allover Italy and Europe, organizing hip-hop events as well.

Always focusing on the evolution of his wildstyle composed lettering, it has been a while since he moved to Bologna, where he became active part of the local area.

Even if collaborating with made in BO artists, he still is a member of ZSE, whose members come from allover the Nation and beyond. Finally, he is part of his city's native crew, Extreme Texture.

Primo appuntamento con lo storico Moe, writer del Sud Italia e stabile a Bologna, attivo da 22 anni in terra nazionale ed Europea

Moe/hanniballetters

 

Bio

 

Originario del Sud, MOE approcia al mondo dei graffiti nel 1992, venendone a conoscenza tramite la scena di Pescara e dintorni. Per anni fa base da quelle parti, comunque dipingendo in tutta Italia e in Europa nonché organizzando eventi hip-hop nella sua zona.

Da sempre impegnato nell'evoluzione del suo lettering personalissimo e principalmente composto da lettere in "wildstyle",da un po' di tempo a questa parte abita, ed è parte integrante della scena Bolognese.

Pur collaborando con diversi writers e realtà locali "made in BO", resta parte della ZSE, crew composta da membri provenienti da tutta la Nazione (e oltre) e della crew fondata nella sua città di origine, Extreme Texture.